La Sinfonica di Sanremo si regge su privilegi… sindacali?

La notizia di ieri ha dello sconvolgente, ma se a darla è “www.sanremonews.it” vuol dire che è credibile. A pronunciare le accuse sul mal funzionamento della Sinfonica è Maurizio Caridi (nella foto) Presidente della stessa Orchestra di Sanremo che afferma: “Senza necessari fondi e senza ulteriori sacrifici da parte di ognuno, la situazione gravosa favorirebbe, alla fine, solo chi non vuole la sopravvivenza, né lo sviluppo della Sinfonica e delle tante elevate professionalità”. Caridi non le manda a dire ed è pronto anche a dimettersi dal suo incarico. Sul piatto, come ormai da diverso tempo, la drammatica situazione finanziaria della stessa Fondazione che non ha soldi per sopravvivere.
“La criticità è principalmente nell’assenza di fondi adeguati – dice Caridi – e di grande sacrificio da parte di tutti. Io stesso sto lavorando da oltre un anno e mezzo con vera dedizione, sforzo disumano e con un impegno che mi occupa quotidianamente cercando di trovare ogni singola opportunità di salvezza e di sviluppo, come la Fondazione merita. Si parla di licenziamenti, ma non è la mia volontà personale procedere in tal senso, tutt’altro. Tuttavia, un’analisi oggettiva, mi costringerà a fare ciò che sarà necessario se non vi saranno fondi adeguati. Con i conti alla mano i troppi privilegi e gli scarsi diritti, saranno logiche le conseguenze inevitabili che porteranno ai licenziamenti o, peggio ancora, alla definitiva chiusura della Fondazione”.
Parole chiare e dure quelle di Caridi, dirette non solo ai dipendenti della Sinfonica, ma anche alla città, chiamata insieme alla parte pubblica ad intervenire per conservare il patrimonio dell’Orchestra, bene essenziale per la cultura locale.
Dopo questo intenso lavoro e il massimo impegno – prosegue Caridi – qualora non fosse confermato l’accordo, soprattutto con le forze sindacali, per l’attivazione del FIS, mi dimetterò da Presidente”. Nonostante la grave situazione, il Presidente Caridi è però ancora possibilista sul futuro dell’Ente pubblico: “Conto nella sensibilità di tutti nel capire quanto importante e delicato sia questo momento, non solo per i singoli professori, ma per il futuro della città e della nostra Fondazione? Eliminare i privilegi nel nostro Paese è una pia illusione: li hanno conquistati da troppo tempo e non rinunceranno mai: questo lo sa bene anche il Premier Matteo Renzi che, in questo senso, ci sta lavorando”.

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