Bruno Gambarotta e Vito venerdì 29 luglio al Caffè Venezuela

In piazza San Siro a Sanremo una serata dedicata alla gastronomia e alla territorialità del gusto. Il Caffè Venezuela apre alla buona tavola della tradizione. Un percorso – quello del Caffè Venezuela 2016 dedicato ad anima e corpo – che esplora dunque in questa circostanza il valore della alimentazione come piacere, ma anche come appartenenza ad una cultura e ad una economia che affonda le radici nella storia. A parlarne venerdì 29 luglio, sotto il titolo di “Gianduiotti, tortellini e sardenaira”, due grandi protagonisti: Bruno Gambarotta, scrittore, umorista, esperto di eno-gastronomia, e Vito, comico e caratterista bolognese, noto volto del piccolo schermo anche per la conduzione di programmi dedicati alla cucina sulle reti Sky Gamberorosso. Una serata all’insegna del buonumore raffinato e popolare allo stesso tempo, in un trait d’union ideale tra Liguria, Piemonte e Emilia Romagna nel segno della gastronomia e del costume. A moderare la chiacchierata Claudio Porchia, presidente dell’Associazione “I Ristoranti della Tavolozza”.
Sarà occasione anche per raccontarci pubblicazioni recenti e future dei due protagonisti. Gambarotta è in libreria con “Non si piange sul latte macchiato – Racconti in giallo” (Manni). Vito, dopo i recenti successi sul piccolo schermo, a breve uscirà con il libro “Vito con i suoi” (Gambero rosso). Inizio ore 21.15. Ingresso libero. Rientra nel tema dell’edizione 2016 di Caffè Venezuela – Tra anima e corpo – il successivo appuntamento della rassegna, in programma venerdì 5 agosto. Protagonista Carlo A. Martigli e il suo libro “La scelta di Sigmund”.
L’iniziativa è curata dalla Coop. CMC, all’interno della stagione estiva. Si ringrazia l’Hotel Londra di Sanremo. Bruno Gambarotta è nato ad Asti nel 1937, vive da sempre a Torino. Ha lavorato in Rai per quasi 40 anni, come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive. Collabora con diverse testate giornalistiche tra cui “la Stampa”. Nella narrativa ha esordito nel 1977 con “La nipote scomoda” (scritto con Massimo Felisatti, edito da Mondadori), vincitore del Premio Gran Giallo – Città di Cattolica. Dopo il romanzo “Ombra di giraffa”, uscito con Garzanti nel 2014, è in edicola con “Non si piange sul latte macchiato – Racconti in giallo” (Manni). Stefano Bicocchi, in arte Vito, si forma alla scuola di Teatro Bologna di Alessandra Galante Garrone: con Patrizio Roversi, Siusy Blady e i gemelli Ruggeri parteciperà, col personaggio Vito che era tutta mimica e senza parola, alla formazione del Gran Pavese varietà, spettacolo cult degli anni ottanta che si teneva al Circolo pavese di via del Pratello di Bologna. Stesso gruppo che approda in televisione dove segna la strada ai varietà comici degli anni Ottanta con “Gran Paese varietà” voluto da Gianni Minoli e soprattutto “Lupo solitario”, “Matrioska” e “Araba fenice” con Antonio Ricci e Mediaset che hanno segnato il percorso della comicità televisiva degli anni a venire. Ha dato vita ad un progetto con Raisat Gambero Rosso Channel alla passione di sempre della cucina con Invito a cena e dal 2013 conduce insieme ai suoi genitori il programma di cucina “Vito con i suoi” per il canale satellitare Sky Gamberorosso.

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